Prima di iniziare una seduta, l'orthobionomista valuta, attraverso l'osservazione del soggetto, le condizioni generali della postura, le eventuali posizioni scorrete o innaturali, la presenza di dolore. Poi chi riceve il trattamento si sdraia su un lettino con un abbigliamento comodo, preferibilmente di fibre naturali, senza cinture o lacci stretti. Quindi l'operatore prende delicatamente contatto con la struttura corporea ed individuati i punti di tensione e di rigidità muscolare inizia a scioglierli con movimenti dolci attraverso posizioni antalgiche, senza mai forzare in modo lento e calibrato. Si cerca di "sentire" a quale ritmo e livello deve procedere il lavoro perché sia sempre gradevole ed emotivamente accettato da chi riceve il trattamento. Successivamente, come nella medicina omeopatica si usano quantità infinitesimali di principi attivi, così l'intervento dell'orthobionomista diventa sempre meno fisico, i tocchi sono leggerissimi ed agiscono per riequilibrare in profondità la sfera energetica.