Mi fa piacere proporre qualche pagina tratta dal libro di Gino Fioravanti dal titolo "Ortho-Bionomy, l'arte semplice dell'armonia psicofisica" edito dalle Edizioni Mediterranee nelle quali si legge tutto l'amore per questa disciplina e per il suo fondatore, il dott.Athur Lincoln Pauls.
Il 21 agosto 1997 moriva in Francia il dott. Arthur Lincoln Pauls. Queste prime righe sono dedicate alla sua memoria, ripercorrono velocemente impressioni di un incontro, riportano a galla alcuni momenti trascorsi, brevi riflessioni sul suo lavoro. Nel metodo che ideò, chiamato Ortho-Bionomy, confluiscono una serie di conoscenze, esperienze e scoperte personali che mostrano il suo cammino, intenso e appassionato, sia come uomo sia come insegnante e terapeuta. L'Ortho-Bionomy non è, però, solo una astratta filosofia di vita ma soprattutto è costituita da una precisa sequenza di esercizi pratici che permette agli studenti di apprendere il modo e la giusta disposizione d'animo per avere un corpo più flessibile oltre che una vita più libera e sana. È straordinario constatare come in una pratica di armonizzazione psicofisica possono coesistere armoniosamente tecniche di rieducazione posturale e principi filosofici orientali che nell'insieme, attraverso interventi sulle dinamiche emozionali, arrivano alla formulazione di una particolare forma di linguaggio universale, aurico e archetipico. Chi si avvicina all'Ortho-Bionomy inizia un percorso evolutivo e, di conseguenza, di miglioramento della propria salute. Questa pratica presenta due pregi: quella di essere completa e di non essere eccessivamente complicata. Un cammino che non aggiunge o toglie niente alla realtà ma che vuole semplicemente mostrarla, nella sua interezza e nella sua armonia, a volte nascosta o velata, ma sempre presente e, come lui pensava, a portata di mano. Questa riunione di elementi così eterogenei veniva insegnata dal dott. Pauls attraverso storielle, aneddoti, eventi, flash, intuizioni e conoscenze acquisite giorno per giorno, strada facendo, mentre conduceva i suoi seminari, incontrando luoghi e persone. Raccontava esperienze nate da centinaia di seminari tenuti con persone di ogni età, razza e cultura in America, Europa, Asia, Australia. Per lui era importante comunicare con tutti e in ogni luogo e non crearsi un proprio mondo spirituale, una gabbia d'oro. Non si sedeva su una cattedra per guardare i suoi allievi dall'alto verso il basso. [...] I maestri taoisti credono che le grandi azioni e gli eccessi di altruismo sono necessari quando manca la disponibilità di tutti nel quotidiano o quando si deve riparare a gravi torti. Il dott. Pauls era un ottimo esempio, come vedremo, di maestro taoista. Molte di queste conoscenze si sperimentavano, si vivevano e venivano trasmesse all'interno dei suoi seminari; alcune, ed era la parte che lui diceva di preferire, erano scambiate nei momenti del pasto o della cena, davanti al cibo e a un buon bicchiere di vino italiano; "questo è il vero seminario!" usava ripetere. A testimonianza di quel lavoro rimangono i suoi allievi, oggi attivi per trasmettere e diffondere un messaggio costituito di esercizi fisici ed energetici, utili per avere una postura corretta e una sensibile e aperta percezione del reale. Parte dell'Ortho-Bionomy se ne va con lui, non esiste un unico successore, non si è creata una chiesa né una setta; era solito dire: "L'Ortho-Bionomy non appartiene a nessuno, provate ad afferrare il vento se ne siete capaci". II più importante insegnamento che ha lasciato è l'idea che non c'è bisogno di grandi insegnamenti, il mondo non ha bisogno di nuovi profeti e ognuno può, con il proprio buon senso, compiere un sano e completo cammino evolutivo, adatto alla propria condizione.[...] Capita spesso che il maestro che si cerca è semplicemente colui che afferma che non ci sono maestri da seguire, abbiamo allora davanti un uomo che ci rimanda a noi stessi.[...] Il dott. Pauls più che insegnare amava soprattutto chiacchierare, sempre, con tutti, non amava le prediche, gli indottrinamenti, non parlava di religioni, né di misteri iniziatici; mostrava gli esercizi, faceva da specchio a ogni allievo e quando il seminario finiva se ne partiva, a volte, in silenzio. Mentre tutti erano occupati nei saluti, baci e abbracci, di rito, a ogni fine corso, lo si vedeva mettere le sue valigie nel bagagliaio dell'auto e andarsene. [...] Incontrai il dott. Pauls nel 1988 a Milano, una sera, in un centro di terapie naturali, dove si preparava a tenere una conferenza. C'era un ragazzo sdraiato sul lettino, e lui era seduto dietro al suo capo. Gli stava trattando il collo e intanto spiegava la praticità del metodo, di come si potesse migliorare la struttura corporea con gesti assolutamente delicati. Fu una vera rivelazione, mi venivano date le chiavi per comprendere il corpo utilizzando solo una infinita dose di buon senso senza dovere per forza finire in complicazioni terapeutiche. Nel corso di quella dimostrazione espresse concetti semplici circa il rapporto corpo-salute-malattia mentre le sue mani si muovevano in modo leggero e naturale assecondando i movimenti del collo del ragazzo sdraiato. Spiegava concetti che io avevo letto, di idee taoiste, di ritmi corporei, mostrava come trattare gentilmente la struttura articolare e come lasciare risvegliare i riflessi istintivi per l'auto-guarigione. Idee che conoscevo ma che, fino a quel momento, erano solo nella testa. Grazie a quell'insegnamento, il mio corpo si ritrovò. Grazie a lui il Tao diventava reale. A tre giorni dalla conferenza teneva un seminario al quale volli partecipare. Eravamo in pochi, sei persone. La mattina del sabato non mostrò quasi nulla, chiacchierò tanto sul modo di lavorare, sul come incontrare l'altro. La mia impressione fu di avere ricevuto subito ciò che cercavo, qualcuno si lamentò perché parlò troppo e mostrò pochi esercizi pratici ma io fui contento. Mostrava come lavorare lasciando tutta la libertà all'altro, come assecondare la realtà corporea, insegnava a non contrastare o modificare arbitrariamente le posture che il malato assumeva perché per lui, questo, era già una forma di giudizio, era già un "andare contro all'intelligenza corporea". Mi spiace non ricordarmi altro di ciò che disse in quei giorni ma l'impronta che mi lasciò fu indelebile. "Cercate sempre il movimento, lì c'è la forza dell'universo" ricordo che disse. Compresi bene il senso filosofico dell'Ortho-Bionomy. Ortho-Bionomy vuol dire dare un'informazione perché l'altro si possa riconoscere, per migliorarsi e vivere al meglio la propria vita. Il dott. Pauls apriva la porta per la comprensione di quello che siamo, indicando come possiamo incontrare noi stessi e gli altri, mostrava la semplicità di alcuni gesti fisici e "aurici" che si possono dare e ricevere. Non ricordo altro di quelle due giornate. Fu forte la sensazione di potere essere accolto e non giudicato, mi era stato mostrato il senso verso cui andare, il modo per essere. Amava ripetere questo: "In Ortho-Bionomy il gesto che si fa è come quello per aprire un rubinetto, non ti chiedi nulla, apri e l'acqua scorre da sé".